Il bisogno di “individualizzare” , di Anna Luana Tallarita

5.jpgSe si tiene conto del fatto che lo spazio vissuto è legato al ruolo del soggetto ed alla sua storia, appare chiaro che lo si debba considerare come la risultante di una serie di congetture derivanti dal reale e dall’immaginario, nel rispetto di un equilibrio che il tempo contribuisce a modificare e modellare.

Molte sono le definizioni di spazio. Si può intendere per spazio un complesso costituito da materia, dove le forme che lo occupano sono materia e dove si mantiene costante la relazione tra le forme e tra queste medesime e lo spazio. In questo senso si può dire che lo spazio è organizzato dalle forme ed esso stesso è forma.[1]

Ciò detto, bisogna considerare che è soltanto grazie alle esperienze personali, di natura simbolico-culturale che si creano le condizioni per l’attribuzione di significati appropriati e specifici alla percezione ed all’uso che viene fatto dello spazio. Il quotidiano vivere è infatti animato da una miriade di stimoli, da una grande quantità di “inviti alla percezione” provenienti da tutto quello che ci sta  intorno. Questi stimoli servono ad innescare i processi percettivi che, a loro volta, fanno si che tutto abbia un aspetto soggettivo e personale.

Il bisogno di “individualizzare” le informazioni in base alla percezione soggettiva dello spazio e del tempo, è tale che, ciò che in teoria può apparire come oggettività precostituita diviene soggettivamente parziale all’atto della percezione. Così è chiaro che i procedimenti percettivi sono influenzati da due insiemi di fattori: quelli che comprendono l’individuale curriculum biologico-genetico, e quelli che dipendono dal sostrato culturale entro cui si è stati “educati[2].

Inoltre, si può dire che l’esperienza percettiva è data : dalla relazione interpretativa che si stabilisce tra i dati offerti dagli organi di senso e le capacità cognitive di elaborazione personale che si acquisiscono in base a predilezioni, abitudini e motivazioni al contempo soggettive e sociali.

Vivere uno spazio rappresenta una fondamentale esperienza per l’essere vivente. Avere la facoltà di avvertire questo luogo vissuto come proprio, potersi sentire nel suo interno al sicuro e ricevere le adeguate stimolazioni per affrontare la vita in tutti i suoi aspetti, è un modus vivendi universale, ed a tal fine si cerca ovunque di personalizzare tale spazio, per un bisogno che è insieme biologico, sociale,personale.

Per riuscire così a garantire per se e per gli altri una vita sicura, all’interno di ambienti che agevolino le interazioni, il lavoro, la vita quotidiana, le relazioni con i familiari e con la società.

In questo ampio quadro formato da spazi privati e pubblici, nonchè percezioni, relazioni ed oggetti, l’individuo compie il suo percorso, cercando di trovare dei sostegni ai quali aggrapparsi per riuscire a riconoscere come propria questa gamma di componenti che incorniciano la sua vita, e ne sono parte fondante. Tutti elementi, tuttavia, che subiscono trasformazioni nel corso delle interazioni con l’uomo, generando rapporti di dialettica biunivocità.

 

[1] F. Távora, Organizzare lo spazio (cura e traduzione di G. Leoni) pp. 46-49); Anfiteatro della Facoltà di Legge – Coimbra 2000 (pp. 50-56); G. Leoni, Távora e la conoscenza dello spazio, “Casabella”, ottobre 2001, pp. 46-57

[2] Si veda, su tale argomento, L’altra faccia dello specchio (Adelphi 1974, p. 302) dello zoologo austriaco Konrad Lorenz (Vienna 7.11.1903 – Altenberg 27.2.1989). Fondatore dell’etologia e dello studio comparato del comportamento degli animali e dell’uomo, Lorenz divenne celebre per i suoi tentativi di differenziare ciò che egli definiva “comportamenti a schema fisso” (Fixed Action Patterns o FAP), che egli riteneva innati e determinati geneticamente, dai comportamenti acquisiti, determinati, invece, da fattori ambientali. In ricerche successive ipotizzò che le lotte tra esseri umani abbiano origini genetiche e derivino evolutivamente dal comportamento esibito dagli animali inferiori nella difesa del territorio. Questa teoria godette di un largo successo di pubblico, anche se fu contestata aspramente da un certo numero di naturalisti autorevoli. Per l’insieme degli studi e delle scoperte sul comportamento animale, Lorenz conseguì il premio Nobel per la medicina e la fisiologia nel 1973 con K. von Frisch e N. Tinbergen. I suoi studi su rito e cerimonia, codice di comportamento, territorio, significato dell’aggressività, natura degli istinti e imprinting hanno aperto prospettive per riconoscere la ricchezza di significati anche nei fatti più primitivi del comportamento animale, riuscendo così a rimuovere i più rozzi schemi behaviouristici o antropomorfizzanti. Anche la psicologia, del resto, ha trovato uno stimolo e un ausilio prezioso in queste ricerche. Tra le sue maggiori opere pubblicate in Italia: L’aggressività (1986), Il declino dell’uomo (1986), L’altra faccia dello specchio (1988), L’anello di re Salomone (1988), E l’uomo incontrò il cane (1988), L’etologia (1990), Io sono qui, tu dove sei? Etologia dell’oca selvatica (1990). Si veda anche all’indirizzo <http://www.torinoscienza.it/personaggi/apri?obj_id=199&gt; e all’indirizzo <http://www.wordtheque.com/pls/wordtc/new_wordtheque.w6_home_author.home?code_author=14990&lang=IT&gt;.

Pubblicato da annaluanatallarita

Scrittrice, cantante jazz, filosofa antropologa. Artista e designer. Anna Luana è la figura rinascimentale dell'artista a tutto tondo.Curiosa delle sfaccettature umane, ne ha intervistato, scovato ed elaborato le potenzialità i segreti le eccentricità, le normalità e le naturalità. Docente universitaria a Lisbona, è docente a contratto anche nelle scuole italiane secondarie superiori, per varie discipline, (lettere classiche, filosofia, design, musica..) quest'anno a Milano. Philosophy Doctor, ha conseguito il primo dottorato di ricerca con una tesi sulla volontà di potere e le sue manifestazioni sociali architettoniche e di design. Plurilaureata è un intellettuale e tutto tondo, italo portoghese, viaggiatrice e attenta, analista politologa della società contemporanea. Il Suo ultimo libro: Il potere del potere, tratta delle tematiche del potere e delle sue manifestazioni materiali, a dicembre sarà in uscita il nuovo libro sul : potere della comunicazione. Non si fa mancare le produzioni artistiche, infatti nel 2019 esce il suo 6 disco di jazz: Eva, con liriche scritte e composte da lei e magistralmente suonate da i musicisti A.Rea D.Rosciglione L.De Seta. e un un singolo pop, con video di domenique Carbone: La notte imprevedibile.oltre a mostre fotografiche e pittoriche. www.annaluanatallarita.com

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: