La Bioarchitettura BY AL.Tallarita

 

La Bioarchitettura, nel processo di progettazione delle abitazioni, analizza le fasi della costruzione, la scelta dei materiali, ritenendo indispensabile avere un riguardo particolare nella scelta del luogo sul quale erigerla .

Architettura bioecologica è una definizione che nasce dall’unione dei termini Architettura come arte del costruire, Bio nel senso di vitale, Eco in equilibrio con l’ambiente ed infine Logica nell’accezione di razionale. Ecologia come parola è stata utilizzata nel 1866 da Ernst Haeckel[1], egli la definisce come la scienza che studia l’insieme delle relazioni dell’organismo con l’ambiente circostante. Col tempo il senso del termine ha subito una mutazione, allo stato attuale la cultura naturale pone in rilievo nuovi modi di concepire la casa e gli interni.

 

La progettazione, per la bioedilizia[2], rappresenta la fase di sintesi degli studi compiuti dalle varie discipline interessate allo sviluppo di quelle condizioni che tendono al miglioramento della qualità della vita degli esseri umani.

L’edificio infatti è un organismo vivo, che deve essere inserito nell’ambiente circostante in modo naturale e non in contrasto con esso, il suo fine ultimo è il conseguimento del benessere psicofisico del suo fruitore. La bioarchitettura rappresenta pertanto un vero e proprio stile di vita.

 

La Bioedilizia nasce dall’esigenza di realizzare un futuro sostenibile, futuro in cui compito dell’architettura è rendere concreto il desiderio di una vita che segua i ritmi e i modelli dell’ecologia. Ed allora diventa fondamentale la scelta dei materiali di costruzione che influisce sull’ambiente e la salute dell’uomo.

I materiali comunemente usati oggi richiedono grandi consumi di energia, esauriscono le risorse naturali e nella loro composizione presentano delle sostanze nocive. Ecco perché diviene fondamentale nell’atto della costruzione, il luogo che sarà il sito della costruzione medesima.

Gli edifici sono spazi ed i loro elementi esterni rappresentano i confini alla loro dimensione interiore. Le attività che si svolgono all’interno di un edificio ed il suo aspetto esteriore devono armonizzarsi con il luogo entro cui sono inseriti e con quello che risulta preesistente. Pensare in termini di Bioarchitettura vuol dire concepire la casa come un guscio intorno all’uomo, ispirata ai principi dell’abitare naturale e benevola per l’uomo. Per rendere effettivo questo benessere, bisogna che vi sia un tipo di abitazione che rispetti l’equilibrio naturale e miri al benessere della persona vi deve vivere, mantenendo un equilibrato ricambio d’aria e uno smaltimento dell’umidità efficiente, oltre ad un utilizzo di materiali naturali non trattati. A tal fine occorre limitare il riscaldamento al minimo necessario e favorire l’utilizzo della ventilazione naturale ad esempio. Un’attenzione particolare va posta nei confronti dell’inquinamento elettromagnetico provocato da impianti ed elettrodomestici. Utilizzare l’energia solare per l’illuminazione naturale interna e prediligere il verde favorendo la presenza di piante nelle abitazioni che aiutino a purificare ed ossigenare l’aria perchè, all’interno delle nostre abitazioni, è spesso riscontrabile un carico di sostanze nocive addirittura più elevato che non all’esterno.

La Bioedilizia si pone anche come premessa per la realizzazione di un modo di arredare e vivere i propri spazi quotidiani con coerente consapevolezza ambientale.

È importante considerare nella progettazione e nell’arredamento delle abitazioni, tutti gli aspetti tecnici, psicologici e culturali legati all’idea dell’abitare bioecologico, oltre l’uso di materiali sani. Il desiderio di un design specifico, nasce proprio da un mutamento della realtà che si pone con un atteggiamento più attento ai bisogni del pianeta e delle persone, facendo uso di materiali e tecniche che possano comunicare un’ idea di naturale. [3]

Di recente l’interesse per l’architettura bioecologica è cresciuto anche in Italia.

Nelle abitazioni le esalazioni delle sostanze plastiche, i pavimenti di cemento, le porte e le finestre a chiusura ermetica intrappolano all’interno l’aria viziata impedendo la normale respirazione, è questo è altamente dannoso. Gli edifici devono invece poter soddisfare prima di tutto le esigenze fisiche, biologiche e spirituali di chi li abita, ecco perché l’approccio bioedile cerca di superare le barriere poste nei confronti di un completo benessere da parte di un’ edilizia dannosa all’uomo, rivalutando l’uso di materiali e metodi di costruzione naturali e tradizionali, migliorandole con moderne ricerche. [4]

Una casa ecologica infatti è costruita con materiali naturali, che non danneggiano chi ci abita, che non sono pericolosi per chi li produce e per chi li mette in opera.

Mirare all’eliminazione delle fonti di inquinamento interno che modificano la qualità dell’aria, producendo campi elettromagnetici artificiali, dunque è di fondamentale importanza per una vita sana.

La casa è il principale tra i bisogni primari dell’uomo e con l’attività edilizia che gli è annessa rappresenta uno dei settori industriali a più forte impatto ambientale, per gli effetti dell’inarrestabile consumo di territorio, nonché di consumo energetico e per l’utilizzo di materiali di origine petrolchimica che determinano gravi problemi di inquinamento ambientale. La bioarchitettura interviene per superare gli eccessi della tecnologia al fine di dimostrare di come un’architettura possa essere alleata della natura e dell’uomo[5], ponendo l’attenzione necessaria alle singole fasi della costruzione.

Pertanto i principi che questa si prefigge mirano ad una tipologia di costruzione che sia in armonia con l’ambiente circostante, che possa sfruttare le risorse senza danneggiarlo avendo come fine ultimo il benessere degli abitanti, ed integrando materiali e tecniche tradizionali alle nuove tecnologie pensate per ricavare il maggior utile dalle energie pulite e rinnovabili. Questo settore, si diceva, considera l’edificio come un organismo vivo in grado di scambiare materia ed energia con l’ambiente circostante, cercando di far permanere al suo interno le giuste caratteristiche di temperatura, umidità dell’aria, carica elettrostatica, illuminazione, tutte caratteristiche finalizzate a facilitare una situazione di benessere.

Durante la fase di progettazione, un’accurata attenzione deve essere concessa al sottosuolo, cui caratteristica basilare e che non presenti anomalie responsabili di far aumentare l’intensità del campo elettromagnetico. Questa attenzione avviene nel momento in cui ci si rende consapevoli del fatto che la terra è attraversata da energie vibrazionali a cui l’essere umano ne risulta soggetto, subendone inconsapevolmente gli effetti sia benefici che dannosi. Avere cognizione dell’esistenza di tali energie è indispensabile nel corso di una ricerca sulla qualità energetica di una casa e sugli effetti che essa può avere sui suoi abitanti. La struttura stessa della casa influisce negativamente sulla qualità della vita che con la sua forma, armonica o sproporzionata, contribuisce all’assorbimento o alla rimozione delle energie positive.

La forma dell’edificio, deve poter sfruttare al meglio l’esposizione del sole, da cui ne trae enorme beneficio, oltre a mirare ad un inserimento armonico nell’ambiente e curando l’orientamento delle stanze fino a prevedere la disposizione delle pareti in base al rilievo dei punti geopatogeni.[6]

Vanno esaminati con cura inoltre tutti i materiali e i prodotti utilizzati nella costruzione e nella manutenzione della casa, affinché non emettano livelli dannosi di radiazioni e che siano sicuri dal punto di vista elettromagnetico, non permettano la conduzione e l’accumulo di elettricità statica, né l’emissione di campi elettrici nocivi, e che infine siano, materiali privi di sostanze tossiche ed inquinanti che rendano facile l’assorbimento dei suoni.

Il suono, mette in vibrazione lo spazio, la sua qualità dipende dalle superfici che riflettono le sue onde e dal riverbero che si genera, è una fonte importante di energia che ha profonde risonanze sulla mente ed il corpo, infatti i suoni gradevoli concorrono a creare sensazioni di benessere e tranquillità, confortano e possiedono capacità curative.

L’uomo percepisce i suoni con tutto il corpo che vibra alle sue emissioni essendo una materia conduttrice. I suoni della natura e la musica sono un perfetto fondamento per il benessere, in ogni epoca e cultura.[7] Contrariamente i rumori possono essere nocivi e procurare tensioni, questo è dimostrato dai tantissimi casi di individui sottoposti continuamente a stress da rumori che arrivano addirittura a presentare delle patologia evidenti, a causa di queste alterazioni che minano al regolare equilibrio. Le abitazioni purtroppo, allo stato attuale, di certo non sono da meno, invase da una variegata gamma di rumori a partire da quelli generati dagli elettrodomestici.

La risposta a tutto questo deve essere una architettura che sappia rapportarsi in maniera equilibrata all’ambiente, pensata per le necessità della persona, il cui fine sia inoltre di arrestare il consumo indiscriminato di risorse e limitando così l’inquinamento.

Non è un’utopia cercare un ripristino dell’equilibrio ecologico, se si guarda alla gestione architettonica ed alla produzione edilizia in questi termini, considerando determinate esigenze ecologiche fino ad arrivare al ripristino della casa come spazio ameno alla vita della persona. La speranza è di giungere ad un tipo di pratica edilizia che rimetta al centro del proprio operare l’essere umano e la natura.

Appare dunque evidente come sia arduo il compito dei progettisti investiti dalla responsabilità di realizzare case a misura d’uomo, concedendo preferenza alle forme e i materiali più opportuni.

Le proporzioni e l’angolo della copertura dell’edificio creano una buona distribuzione dei campi bioenergetici. Influendo anche sul rapporto della luce naturale con l’abitazione. Infatti luce, penombra, ombra, nell’avvicendamento del giorno e della notte, distinguono l’ambiente naturale e da quello costruito, oltre a contrassegnare il tempo e la successione di durata ed intensità delle stagioni. La casa naturale dovrebbe perciò basare la propria illuminazione sulla luce del giorno, in modo da far sempre meno affidamento sull’illuminazione artificiale.

Per sfruttare al massimo la luce naturale, la camera da letto dovrebbe essere esposta alla luce dell’alba, il soggiorno verso il primo sole mattutino, la cucina, il salotto verso qualsiasi punto della zona luce, mentre le dispense, come gli uffici e i servizi igienici, possono sfruttare le zone d’ombra. Infatti, anche quest’ultimo, nel suo interno, si correla alle alternanze di intensità luminosa esterne, in quanto la luce solare vi perviene direttamente o filtrata dalle aperture più o meno estese delle pareti che la racchiudono.

Dalla luce dipende la percezione dei colori, che avviene attraverso le variazioni luminose presenti sulle superfici esposte alla luce naturale, l’uomo ha il naturale riconoscimento del fluire del tempo grazie all’alternanza tra colori caldi e freddi, come il giallo del sole e il blu della notte. La scelta di un colore è spesso associata a stati d’animo o a sensazioni impalpabili che segnalano un umore, lo esasperano o lo riequilibrano. Usati a scopo terapeutico, religioso, magico sin dai tempi più remoti, i colori hanno rappresentato un fattore fondamentale di comunicazione per culture e aree geografiche diverse. Questi andrebbero scelti in base alle loro caratteristiche ed alle loro potenzialità: i colori caldi o chiari ad esempio infatti sono attivi, generano una funzione di stimolo sulla vitalità, giungendo a stimolare i battiti cardiaci provocano nell’individuo sentimenti di concretezza e attivismo, al contrario è propria dei colori freddi e scuri un’azione calmante, riuscendo a rallentare i ritmi vitali e favorendo il riposo ed il sonno. Ed infine il bianco e nero rappresentano gli estremi. Ovviamente sulla simbologia dei colori va tenuto conto dell’interpretazione culturale ad essi concessa, interpretazione che corrisponde anche a esigenze socialmente accettate.[8]

Sono molto diversi i cardini su cui ruotano nelle varie culture, i modelli della progettazione d’interni. Nelle culture orientali, ad esempio di cui si è avuto modo di delineare nel corso di questo elaborato, la concezione dello spazio, la sua percezione e i rapporti instaurati in esso dai suoi fruitori è specifica rispetto ad altre.

La semplicità e la misura sono i fondamenti della progettazione d’interni in Cina. Anche in Giappone l’arredamento e la decorazione d’interni sono orientati verso canoni di sobrietà, qui gli ambienti sono separati per mezzo di paraventi ricoperti di carta, talvolta decorati con paesaggi e scene pastorali, il nucleo dell’abitazione ospita alcove, mensole e pochi oggetti, i pavimenti sono coperti da stuoie di paglia di riso dette tatami, il mobilio è ridotto al minimo ed è composto perlopiù da cuscini e paraventi scorrevoli. Un attenzione particolare viene inoltre rivolta alla cura dei giardini, come accade tra le popolazioni islamiche, presso le quali gli ambienti interni degli spazi abitativi, assumono colori per lo più dati dagli stessi materiali usati per costruire ed arredare, materiali naturali, come il legno, il gesso, la pietra, il mattone e l’argilla, le fibre e i tessuti naturali, le cui trame e colori tenui sono di straordinaria bellezza.

Solitamente è caratteristico che la rifinitura naturale diventi il motivo cromatico di base, anche perché sarà funzione di tappeti, cuscini, carte da parati, oltre che di fiori e piante con i loro colori vivaci, l’apportare quelle rifiniture mutevoli in base ad elementi emotivi e periodici oltre che estetici, che forniscono luminosità ed accoglienza agli ambienti interni.[9]

Alla luce di quanto emerso è appropriato concludere sostenendo che: progettare e costruire seguendo i principi della Bioarchitettura rende possibile il miglioramento sostanziale della qualità della vita.

[1] Ernst Haeckel, naturalista tedesco, che ne fece uso nella sua opera “ Morfologia generale degli organismi”.

[2] Il termine biologia edile arrivò in Italia intorno all’85: era la traduzione letterale del tedesco Baubiologie, l’omonimo istituto fondato molti anni prima da Anton Schneider. La pratica bioedile era centrata sulla salubrità della casa costruita con sistemi e materiali tutti ecologici. In Italia questa corrente di pensiero è giunta, pertanto, nei primi anni ottanta, ma solo ultimamente sta conoscendo una certa diffusione grazie all’opera di alcune associazioni, tra cui l’Associazione Nazionale di Architettura Bioecologica, cui si deve il Manifesto della Bioarchitettura dove sono delineati i capisaldi della stessa. Tra essi, uno è relativo alla scelta dei materiali i quali devono essere preferibilmente naturali non inquinanti, di origine locale, in grado di conservare costantemente la propria ecologicità e possibilmente reciclabili.

Sistemi, materiali, arredi, design, progettazione, salute, ecologia, campi magnetici. Nasceva la bioarchitettura (architettura viva), coniata anche con architettura bioecologica. Architettura = l’arte di costruire. Bio=favorevole alla vita. Eco= in equilibrio con l’ambiente. Logica = intelligente e razionale. Ma anche: naturale = secondo natura, che impara dalla natura. E in più: sostenibile = che soddisfa i bisogni dell’attuale generazione senza limitare le risorse naturali a disposizione delle future generazioni. Accertare il rispetto di questi requisiti non è cosa facile, ma la necessità di un metodo di valutazione è riconosciuta non solo dagli addetti al settore o da utenti particolarmente sensibili, ma anche dai governi di vari paesi e dall’Unione Europea. Per districarsi tra le varie difficoltà è stata promossa la riscoperta del metodo denominato Life Cycle Analysis, basato sull’analisi dell’intero ciclo di vita dei materiali, dall’estrazione delle materie prime alla dismissione ed eventuale riciclo, passando attraverso tutte le fasi produttive e di utilizzo.A questa procedura si rifanno tutte le principali normative europee, tra cui il Regolamento CEE n.880/92, e i sistemi di attribuzione dei marchi di ecologicità nei singoli paesi dell’Unione.

[3] L’arte di abitare con il Feng Shui http://www.buildlab.com/article/153

[4] In Italia, la Regione Toscana, l’Emilia Romagna e alcuni comuni del Trentino e dell’Umbria, hanno promosso diverse politiche per lo sviluppo della bioedilizia e dell’architettura biologica, inserendo nei loro strumenti urbanistici, principi che comprendono le Direttive Comunitarie. Fondamentalmente queste politiche di sviluppo si basano su strumenti quali la redazione di innovative tecniche in chiave ecologica, finanziamenti per interventi e realizzazioni con obbiettivi legati alla qualità dell’abitare e dell’ecosistema. Sicuramente rispettare completamente tali principi sarà molto difficile, soprattutto a causa dell’insediamento urbano preesistente. Ricerche effettuate in collaborazione con Waycasa.net

[5] In Italia chi si occupa di tali studi nonché delle realizzazioni e la Federabitazione di cui il presidente è Angelo Grasso che, assieme a Legambiente, all’ Istituto Nazionale Di Bioarchitettura e alla Banca popolare etica ha lanciato la rete nazionale delle cooperative per l’abitare sostenibile. Le ecocase, che saranno certificate da uno specifico marchio di qualità, dovranno soddisfare determinati standard in quattro campi: uso di materiali naturali, risparmio energetico, isolamento acustico, cura per l’ambiente esterno. Secondo alcuni architetti, però, la definizione di cosa sia ecompatibile non è cosa facile né scontata: i dubbi vengono quando ci si chiede se è più ecologico un prodotto di sintesi – di cui magari sono note o soltanto sospette proprietà indigeste per l’uomo e la terra – ma che consente rilevanti risparmi in termini di energia o se si deve invece preferire un prodotto di origine vegetale più costoso in termini di cure, di spazio occupato, di trasporti, di manutenzione, “naturalmente” più vulnerabile e meno duraturo. Una risposta sicura e assoluta, come quelle alle quali ci ha abituati la scienza dei numeri, sembra oggi difficile. Per migliaia di anni l’uomo ha costruito dimore con i criteri della bioedilizia. Tra gli esempi più evidenti di bioedilizia si ricordino: i Sassi di Matera, i Trulli di Alberobello, i Nuraghi sardi.Per ulteriori chiarimenti ed informazioni si veda: http://www.auraweb.it/articolo_benavere.asp?cid=19&aid=937

[6] Da http://digilander.libero.it/jotis/ark/bioarchitettura_e_macrobiotica.htm

[7] Tratto da Nuove Tendenze Nell’architettura D’interni di M.Corrado. De Vecchi Ed.1998

[8] Ad esempio proprio sul bianco ed il nero è diversificata in base al contesto culturale, l’interpretazione della loro simbologia sulla rappresentazione del lutto. Presso talune popolazioni africane ad esempio è il bianco il colore del lutto e non il nero come accade in Europa, in special modo nei paesi meridionali europei. È ciò comporta una differenza di base proprio nella concezione della morte. Ma per ulteriori specificicazioni si rimanda ad altra sede.

[9] Le vari informazioni ivi presentate sono frutto delle letture di numerose fonti tra gli articoli:     L’Architettura Bioecologica. Un nuovo modo di abitare in Archibio (domenica 24 ottobre 2004).

Tra le fonti on line: http://www.itlonline.it/biosito/editoriale/ABITAZIONE.HTM

http://www.newemotion.it/focus.php3?ArtID=5

http://www.domotica.it/pages/rivista/editoriale.htm

 

Pubblicato da annaluanatallarita

Scrittrice, cantante jazz, filosofa antropologa. Artista e designer. Anna Luana è la figura rinascimentale dell'artista a tutto tondo.Curiosa delle sfaccettature umane, ne ha intervistato, scovato ed elaborato le potenzialità i segreti le eccentricità, le normalità e le naturalità. Docente universitaria a Lisbona, è docente a contratto anche nelle scuole italiane secondarie superiori, per varie discipline, (lettere classiche, filosofia, design, musica..) quest'anno a Milano. Philosophy Doctor, ha conseguito il primo dottorato di ricerca con una tesi sulla volontà di potere e le sue manifestazioni sociali architettoniche e di design. Plurilaureata è un intellettuale e tutto tondo, italo portoghese, viaggiatrice e attenta, analista politologa della società contemporanea. Il Suo ultimo libro: Il potere del potere, tratta delle tematiche del potere e delle sue manifestazioni materiali, a dicembre sarà in uscita il nuovo libro sul : potere della comunicazione. Non si fa mancare le produzioni artistiche, infatti nel 2019 esce il suo 6 disco di jazz: Eva, con liriche scritte e composte da lei e magistralmente suonate da i musicisti A.Rea D.Rosciglione L.De Seta. e un un singolo pop, con video di domenique Carbone: La notte imprevedibile.oltre a mostre fotografiche e pittoriche. www.annaluanatallarita.com

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: