Questione di patrimonio.. Culturale

 

La questione del patrimonio culturale: ciò che una nazione possiede e i suoi beni

 

Si intravede come in questo spazio denominato nazione, vi sia presente una volontà di potere, nelle forme della sua essenza materiale e delle sua molteplici attuazioni.

Volontà che si manifesterebbe nel potenziale di gestione di un patrimonio, riconosciuto dell’umanità come proprio.

Ma nell’ambito di tutte le situazioni possibili in un modo tale che alimenti l’economia turistica e culturale, economia che non travalichi i limiti spaziali di un territorio geopoliticamente circoscritto. Il patrimonio archeologico svela la sua multiforme possibilità di fruizione entro un’ottica contemporanea. La riscoperta di messaggi di potere, o simboli di questo, che siano derivati di segni riscontrabili, che riecheggino a un inconscio collettivo, di significazioni condivise.

 

La possibilità di guardare per esempio all’inventario di risorse archeologiche, di testimonianze legate alle manifestazioni del

potere potrebbe alimentare ulteriormente interesse per i non addetti ai lavori,  verso lo sviluppo di un turismo culturale concepito nell’ambito della gestione patrimoniale, inquadrato in una  rinnovata concezione giuridica del diritto, che prenda in carico l’uso e la salvaguardi dei beni  considerati patrimonio comune della comunità sociale e in senso più ampio dell’umanità.

 

Il turismo culturale è un bene concepito nell’ambito della gestione patrimoniale.La questione del patrimonio è particolarmente presente nell’agenda culturale e politica in Italia

ad esempio, data la densità del patrimonio presente, il suo intimo legame con il paesaggio e

inoltre questo territorio ha dato luce alle regole di salvaguardia del patrimonio. La definizione di

«patrimonio culturale» si è gradualmente ampliata e ha reso ancora più complessa la sua

conservazione, continuamente messo in discussione in nome dei «valori» del mercato. La definizione di ‘patrimonio comune’ dell’Europa,

comprende sia quello culturale identitario che quello degli ideali e dei valori condivisi. La

funzione del patrimonio culturale oscilla in continuo tra quella di deposito passivo della memoria storica e dell’identità culturale e quella, opposta, di potente stimolo per la creatività del

presente e la costruzione del futuro. Il valore del patrimonio culturale e la sua importanza

pubblica per lo sviluppo della società sono parte delle stesse definizioni formulate dall’UNESCO

e dal Consiglio d’Europa. La Convenzione UNESCO relativa alla protezione del patrimonio

culturale e naturale mondiale (1972) sostiene che la perdita o il danneggiamento dei beni

riconosciuti come parte del patrimonio mondiale costituisce un grave impoverimento del

patrimonio di tutte le Nazioni del mondo.

 

(1). L’età

napoleonica è la tappa fondamentale di questo processo storico in quanto s’impossessa oltre

che dei beni anche dei simboli della cultura e della storia dei popoli che sottomette. Segnando

la nascita del moderno concetto di bene culturale. Innumerevoli sono stati i casi storici di

violazione, anche dovuti al secolare conflitto tra la protezione dei beni culturali da una parte e

un uso consolidato nell’antico jus gentium, e cioè il diritto di saccheggio del vincitore, essenziale

proprio per il finanziamento della guerra (2), nell’epoca moderna e contemporanea l’antico jus predae non può più fornire una giustificazione.

 

Parte 1

 

 

(1) Formulata all’art.3 della stessa Convenzione, comprende, in un concetto unico, sia le forme

di patrimonio culturale che costituiscono una fonte condivisa di memoria, comprensione,

identità, creatività che gli ideali, i principi e i valori […] che sostengono lo sviluppo di una società

pacifica e stabile, fondata sul rispetto per i diritti umani, la democrazia e lo stato di diritto.

(2) Si veda P. VERRI, La condizione dei BC nei conflitti armati dall’antichità alla vigilia della 2a

Guerra Mondiale in La protezione internazionale dei beni culturali (Atti del Convegno di Firenze,

22-24.11.1984), Istituto Internazionale di Diritto Umanitario – Fondazione Europea Dragòn,

Roma 1986.images (2).jpeg

Pubblicato da annaluanatallarita

Scrittrice, cantante jazz, filosofa antropologa. Artista e designer. Anna Luana è la figura rinascimentale dell'artista a tutto tondo.Curiosa delle sfaccettature umane, ne ha intervistato, scovato ed elaborato le potenzialità i segreti le eccentricità, le normalità e le naturalità. Docente universitaria a Lisbona, è docente a contratto anche nelle scuole italiane secondarie superiori, per varie discipline, (lettere classiche, filosofia, design, musica..) quest'anno a Milano. Philosophy Doctor, ha conseguito il primo dottorato di ricerca con una tesi sulla volontà di potere e le sue manifestazioni sociali architettoniche e di design. Plurilaureata è un intellettuale e tutto tondo, italo portoghese, viaggiatrice e attenta, analista politologa della società contemporanea. Il Suo ultimo libro: Il potere del potere, tratta delle tematiche del potere e delle sue manifestazioni materiali, a dicembre sarà in uscita il nuovo libro sul : potere della comunicazione. Non si fa mancare le produzioni artistiche, infatti nel 2019 esce il suo 6 disco di jazz: Eva, con liriche scritte e composte da lei e magistralmente suonate da i musicisti A.Rea D.Rosciglione L.De Seta. e un un singolo pop, con video di domenique Carbone: La notte imprevedibile.oltre a mostre fotografiche e pittoriche. www.annaluanatallarita.com

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: