ANNA LUANA TALLARITA

Scrittrice, filosofoantropologa, criminologa. Ma anche artista cantante jazz e designer. Anna Luana è la figura rinascimentale dell’artista a tutto tondo.Curiosa delle sfaccettature umane, ne ha intervistato, scovato ed elaborato le potenzialità i segreti le eccentricità, le normalità e le naturalità. Docente universitaria a Lisbona, è docente a contratto anche nelle scuole italiane secondarie superiori, per varie discipline, (lettere classiche, filosofia, design, musica..) quest’anno a Milano. Philosophy Doctor, ha conseguito il primo dottorato di ricerca con una tesi sulla volontà di potere e le sue manifestazioni sociali architettoniche e di design. Plurilaureata è un intellettuale e tutto tondo, italo portoghese, viaggiatrice e attenta, analista politologa della società contemporanea. Il Suo ultimo libro: Il potere del potere, tratta delle tematiche del potere e delle sue manifestazioni materiali, a dicembre sarà in uscita il nuovo libro sul : potere della comunicazione. Non si fa mancare le produzioni artistiche, infatti nel 2019 esce il suo 6 disco di jazz: Eva, con liriche scritte e composte da lei e magistralmente suonate da i musicisti A.Rea D.Rosciglione L.De Seta. e un un singolo pop, con video di domenique Carbone: La 

Luana,

Dr. Prof. Anna Luana Tallarita,
Jazz Singer Musician Creative Designer
Anthropologist Philosopher Author
www.annaluanatallarita.com

 

La calda questione libica fa muovere la Russia.

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La calda questione libica fa muovere la Russia.

Che conferma la sua presenza, attraverso i suoi eserciti mercenari. Dunque una proiezione del potere russo sottolineato da un deciso intervento militare in Siria. Un ‘esercito privato’ legato al presidente russo Putin che combatte in prima linea nella guerra libica. Anche se il portavoce di Putin: Dmitry Peskov ha dichiarato di non avere informazioni sui mercenari in Libia.

Ma chi sarebbero questi mercenari?

Più di 100 mercenari del gruppo Wagner  appartenenti a quei gruppi di ‘combattenti a contratto’ con a capo Yevgeny Prigozhin.

Una querra rapida tecnologica, le parti si attaccano a vicenda con droni armati. Forniti e gestiti dalla società Baykar Insansiz Hava Araci Sistemleri, di proprietà della famiglia del presidente turco Erdogan.

I mercenari, hanno fornito a Haftar un  supporto di artiglieria, sostengono fonti diplomatiche.

Ma chi è Evgenij Prigozhin? È  l’ ‘attore chiave nella politica estera espansiva russa’: ricordiamo che la società  accusata di interferenze russe nelle elezioni statunitensi è sua. I suoi ‘assoldati a pagamento’, sono arrivati ​​a una base avanzata in Libia nella prima settimana di settembre, per sostenere l’assalto del forte orientale di Khalifa Haftar alla capitale Tripoli. Che ha l’Egitto, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita dalla sua. Contro il governo, riconosciuto dalle Nazioni Unite a Tripoli di Fayez Al Sarraj, col beneplacido di Turchia e Qatar. Una sanguinosa guerra, guardata a distanza dalla vecchia Europa. La presenza di tali mercenari, la cui comprova della presenza, qui viene dal ritrovamento di documenti appartenuti a ‘civili’ russi, nei campi di battaglia, si riscontrerebbe anche in Siria, probabilmente col fine di far cessare,la guerra civile. E in altri luoghi, impegnati per la sicurezza o l’addestramento alle armi. La Libia ha subito un mal gestito embargo sulle armi delle Nazioni Unite dal 2011, con Turchia, Russia, Stati Uniti, Egitto, Francia sostenitori di ambo le parti della guerra civile. Questo schieramento interventista di Prigozhin, nella guerra libica, viene a ridosso della conferenza di pace di Berlino. Finalizzata al tentativo del ‘cessate il fuoco’.

Fonte

https://www.google.com/amp/s/www.bloomberg.com/amp/news/articles/2019-09-25/-putin-s-chef-deploys-mercenaries-to-libya-in-latest-

adventure

La Russia, prosegue la sua offensiva in Libia, impegnata in una guerra civile dal 2011 dopo il volontario omicidio di Muammar Gheddafi e l’intervento militare di Francia e Stati Uniti, per confermare la propria influenza in Medio Oriente e in Africa. Approfittando delle tempistiche d’attacco da parte di Haftar contro Tripoli, ibrussi intervengono a nome di Hifter, appoggiato dagli Emirati Arabi Uniti, dall’Egitto, dall’Arabia Saudita e in parte dalla Francia. E sono ben visti per la repressione dei militanti nonché per il ritorno di un ordine autoritario e il controllo della politica dell’Islam Così come è stato per la Siria, come afferma Bashagha, ministro degli interni del governo provvisorio di Tripoli. Dove sempre la società Wagner ha cutato l’intervento militare, dopo Venezuela e Repubblica Centrafricana. In una guerra tecnologica, fatta di droni e strategie, introducendo jet avanzati, attacchi missilistici coordinati, artiglieria e cecchini di precisione. In un territorio però importante per il petrolio. E d’altro canto infuocato per la presenza di cellule ISIS e da cui dipende la sicurezza europea.  A seguito dell’azione di solo finanziamento,  questa scelta della Russia, mira ad influenzare il risultato di questa ‘voluta’ guerra civile in Libia.

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L’avanzata dei sottomarini russi nei mari di Norvegia 

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L’avanzata dei sottomarini russi nei mari di Norvegia

 

Al. Tallarita

 

Le acque atlantiche sono solcate da nascosti i sottomarini nucleari, a ovest di Bjørnøya, che si trova tra le Svalbard e la costa del Finnmark. Ben due sottomarini si trovano a sud e ad est di Bjørnøya, a guardia dell’ingresso del Mare di Barents orientale. Oltrepassando il gap GIUK (il confine tra Regno Unito, Islanda e Groenlandia).Operazione che era già in corso durante l’incontro di Finnmark, tra il ministro degli esteri russo: Sergei Lavrov e il ministro degli esteri norvegese: Ine Eriksen Søreide. E che perdurerà nel tentativo di dimostrare che sia possibile raggiungere gli Stati Uniti, spingendosi molto in là nell’Atlantico, probabilmente due mesi. Rivelandosi una minaccia per la costa orientale degli Stati Uniti, di certo non si tratta di una decisione della Marina.

Ben abituati alle grandi profondità, due sottomarini nucleari di classe Sierra si nascondono nel Mare di Norvegia settentrionale, principalmente per testare la loro idoneità a operare in acque profonde e probabilmente, al fine di difendere le loro basi e minacciare la costa orientale degli Stati Uniti. Operazione militare, da fine del 1990, colpi di coda della guerra fredda (in vero mai del tutto conclusa). È quanto dichiarano le fonti e i media russi, secondo Barents Observer, per testare nuove armi nel Mare di Norvegia.La classe Sierra in particolare essendo in titanio, é capace di resistere alla pressione a grandi profondità. Ma che profondità ha il Mare di Norvegia? Può raggiungere gli oltre duemila metri. Al contrario Barents, che non supera i duecento metri.

Dunque dieci sottomarini russi, di cui otto a propulsione nucleare sotto lo sguardo attento del servizio di intelligence, che monitora l’operazione russa. Azione confermata dal movimento aereo che dalla stazione aerea delle forze armate di Andøya, monitora l’operazione russa. La Russia, così, afferma il suo dichiarato predominio su quel mare. come la parte occidentale riuscirà a gestirlo? Il ministro della Difesa Frank Bakke-Jensen (H) afferma che l’operazione sottomarina in Russia non è una sorpresa. Sottolineando la necessità di rafforzare le forze armate. Al fine di avere più capacità militare per monitorare e operare nei Territori del Nord, da soli e con gli alleati. E per farlo il governo ha investito nel rafforzamento delle forze armate. La Russia ha modernizzato le sue forze militari e svolge tali azioni sempre più vicino alla Norvegia.

Ståle Ulriksen della Naval War School, esperta sulla difesa, afferma lo schieramento si deve ala volontà di colmare il divario tra Finnmark, Bjørnøya e Svalbard.

Secondo Caio Mussolini, ex ufficiale sommergibilista che lavora da anni nel settore della difesa, è un “chiaro messaggio politico,  una sfida agli americani e alla Nato. Si tratta di sommergibili balistici nucleari, con a bordo armi strategiche con portata di diverse migliai di chilometri, teoricamente in grado di colpire la parte est degli USA senza problemi. È abbastanza chiaro il messaggio di “forza”. In aggiunta potrebbero anche voler enfatizzare l’immutato  interesse russo per l’Artico.

Si scateneranno le forze ASW americane e NATO per cercare ti scoprirli e tracciarli, cosa non facile considerando il gran numero di battelli in mare e la vastità dell’area. Probabilmente saranno anche testate delle armi. Sarà dunque un interessante test per ambo le parti. Per la marina russa quello di transitare ed eludere i vari schermi per giungere in maniera occulta nell’oceano Atlantico. Dall’altra quello di scoprirli e tracciarli per lunghi periodi. Il fine ultimo dei russi potrebbe essere quello di dimostrare di potersi avvicinare indisturbati alla costa Est degli Stati Uniti. Una sottile provocazione, che sembra farci tornare indietro al periodo della guerra fredda. ”

 

 

Compressione del testo

 

In quale mare si trovano i sottomarini?

Perche la Russia invia dei sottomarini?

Cos pensa l’esperto norvegese?

Cosa pensa l’esperto ex sommergibilista Italiano?

 

 

Fonti:

https://www.nrk.no/norge/hemmelig-ubat-operasjon_-_malet-er-a-vise-at-russland-kan-na-usa_-1.14761298

REFILL ISOLA D’ELBA & REFILL ITALY un progetto sostenibile

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“Il ripristino dell’uso delle fontanelle di acqua potabile: REFILL ISOLA D’ELBA & REFILL ITALY un progetto sostenibile”

Di Al. Tallarita

Incontriamo a Milano Matteo Galeazzi per parlare di questo interessante progetto sostenibile. Ecco l’intervista che ne è conseguita.

Come é nata l’idea e chi l’ha sviluppata?

Refill Elba è un progetto sostenibile attivato per la prima volta in Italia nel 2019. Il nostro obbiettivo è di incentivare la collaborazione tra gli imprenditori del settore turistico, enti pubblici e i cittadini attenti alla conservazione del patrimonio ambientale dell’Isola d’Elba e dell’Italia al fine di ridurre il consumo delle bottiglie e dei materiali di plastica usa e getta.

Fondato da Matteo Galeazzi, elbano di origine che da oltre 3 anni lavora come Tourist Manager in Cambogia, Laos, Vietnam,  Myanmar e Tailandia il progetto prende spunto da un movimento internazionale Refill not Landfill, al quale Matteo ha collaborato come Project manager per la compagnia nella quale lavora Easia Travel. L’idea nasce anche per dare maggior valore ed importanza alle fontanelle pubbliche, ormai abbandonate in alcune destinazioni, e a dare la possibilità al turista e cittadino di avere un impatto diretto e positivo sull’ambiente.

Ci forniresti maggiori dettagli tecnici sul progetto?

Refill Elba ha come obiettivo quello di creare una community di Elbani, viaggiatori e imprenditori responsabili che agiscono contro il problema dell’eccessivo uso della plastica nella vita quotidiana, promuovendo uno stile di vita e un turismo responsabile, rivoluzionando il modo in cui l’acqua potabile viene distribuita e consumata dai turisti e dalla popolazione locale sull’Isola d’Elba.
Le azioni che ci che ci siamo prefissi per raggiungere i nostri obbiettivi sono 3:
1.   incentivare il turista e il cittadino a servirsi di bottiglie riutilizzabili durante la vita quotidiana e in vacanza;

2.   facilitare la localizzazione delle stazioni d’acqua presenti nella destinazione tramite il QR Code stampato sulla bottiglia e le varie locandine collegato alla Refill Mappa;

3.   promuovere un turismo responsabile per ridurre il nostro consumo di plastica e preservare l’ambiente e il mare.

A maggio 2019 abbiamo lanciato la piattaforma refillelba.com e la mappa e stiamo lavorando costantemente per migliorarla aggiungendo più stazioni d’acqua pubbliche e private. A questo link potrete trovare la Refill Mappa: refillelba.com/mappa/ 

Con la funzione del QR Code possiamo dare la possibilità a tutte le persone di utilizzare il servizio evitando di scaricare applicazioni, condividere i nostri dati e informazioni. Adesso con Smartphone di ultima generazione semplicemente aprendo la fotocamera il sistema legge immediatamente il codice e aprirà sul vostro device la mappa con tutte i punti d’acqua presenti intorno a voi. La Refill Mappa inoltre possiede un sistema di navigazione che permette il turista e il cittadino di trovare facilmente il punto d’acqua vicino.

Inoltre la missione di Refill Elba è quella di aumentare la consapevolezza al problema del eccessivo consumo di bottiglie di plastica monouso, incentivando lo sviluppo e la riqualificazione di più punti d’acqua pubblici e private creando un network esteso su tutta l’Isola, nell’Arcipelago toscano e varie regioni riducendone drasticamente il consumo.

Esporterete l’idea fuori dall’Isola d’ Elba e se si, dove?

Refill Elba attualmente è il primo progetto in Italia con queste caratteristiche e obbiettivi e dopo la prima stagione estiva siamo soddisfatti avendo localizzato più di 30 punti d’acqua pubblici e privati e avendo ricevuto ottimi feedback da parte dei cittadini locali, turisti e ricevendo il supporto di 8 partner locali: https://refillelba.com/partner/

La nostra visione futura è successivamente estenderci a livello regionale e a livello Italia, sviluppando refillitaly.com mappando tutte le stazioni d’acqua pubbliche e private collegandole al QR Code.

Riguardo l’impatto ambientale questa soluzione cosa andrà a fare?

Incoraggiando l’uso di bottiglie riutilizzabili, creando una rete di punti d’acqua potabile gratuite o a pagamento e facilitando la loro localizzazione all’interno della destinazione tramite una mappa interattiva e il QR Code, il progetto avrà la capacità di ridurre intensamente il consumo e la distribuzione di plastica.
Ricordiamoci che l’Italia è il primo paese in Europa e il terzo a livello mondiale per il consumo di acqua minerale in bottiglia a persona.

Ringraziando Matteo chiudiamo con un suo pensiero:

“L’obiettivo è quello di preservare la bellezza dell’Isola d’Elba ma anche di altre bellezze dell’Italia e la qualità del paesaggio marino, che visto da migliaia di chilometri di distanza è ancora più bello e prezioso e va protetto (…) ”

Quando la democrazia cade a pezzi : l’intolleranza accettata fra cultura e politica

Quando la democrazia cade a pezzi : l’intolleranza accettata fra cultura e politica

Al. Tallarita

Poi.. nella scuola italiana che cade a pezzi, nel vero senso della parola, in cui piove dentro, in cui gli insegnanti nella media hanno una mediocrità nella preparazione che rasenta l’ impossibile, perché la formazione continua dovrebbe essere obbligatoria.. ti senti dire frasi da non ripetere.. Or bene, nessuno si sognerebbe mai di osteggiare un docente politicamente a sinistra! E allora perché bisognerebbe farlo con un docente che vota a destra? O addirittura che è tesserato o militante di un partito di destra?.. ma a quanto pare sono diventati più tolleranti gli insegnanti nelle persone di destra o centrodestra e meno tolleranti le persone di sinistra.. frasi del tipo : ” appenderei volentieri Tizio e Caio a testa in giù o in su in una piazza qualsiasi..” che poi tanto qualsiasi non è  ma volontariamente non ne cito il nome . Miei cari, questi sono moniti di violenza, allo stato puro, che non dovrebbero mai esistere in una scuola. E non ci dovrebbero proferire da nessun’altra parte.. il problema è che tutto questo in Italia sta diventando la normalità. E se osservato dall’estero, da un paese europeo vicino, appare alquanto ridicolo ma altresi pericoloso nella sua mediocrità. Questo l’insegnamento che si propone nelle scuole? Che educa a che non ci possa essere una pluralità, una coralità politica, che tutto debba essere sporcato da quest’odio perbenista, mascherato di buono? La società non sarà mai tutta a destra né sinistra, il pensiero non può essere totalmente controllato e plasmato a un falso perbenismo becero. Né sarà tutta cosmopolita, né tutta globalizzata ne tutta nazionalista. La società è il profotto della multinumericitá, regolata dalle leggi. Fatta di una pluralità in costante evoluzione, per etnie e colore, pensiero, pluralità di gusti, pluralità culturali e politiche. E tale deve restare, m dove le regole della disciplina siano ben chiare a tutti: autoctoni, ospiti, immigrati, viaggiatori, pensatori, artisti, gente del popolo, intellettuali e politici. Se ci teniamo ad uno stato ‘sano’ e a questo concetto che sembra dimenticato, che è: la libertà della democrazia.

Il centro destra apre un varco nelle roccaforti rosse e conquista l’Umbria. 

Il centro destra apre un varco nelle roccaforti rosse e conquista l’Umbria.

 

Al. Tallarita

 

Ogni commento inutile ” una mattina mi son svegliato oh belli ciao..” Recita un Twitt che mi ha svegliato stamane. È mi pare sia il commento adatto, per un anacronistico governo, in piedi su trampoli sbilenchi! Quando la colazione antisalviniana si schianta e male, contro la prima sonora sconfitta. La piazza chiama: il popolo risponde e l’Umbria cambia colore. Il centro destra avanza unito e impeterrito. Il popolo é stanco e lo conferma gridandolo in Umbria. Grande traguardo per la candidata Donatella Tesei che si sveglia stamattina con un bel 57,5, contro al Bianconi  fermo al 37%. Cadono le stelle e il centrosinistra, ancora oltre l’esito delle Europee, ( Pd 23,98 % M5s 14,63 %, ora le previsioni li danno rispettivamente intorno: a 18 e a 7). ‘É una página di storia’ tuona Salvini, e chiaramente lo é. Una sonora sconfitta in casa rossa, è una vittoria doppia per la coalizione di destra di cui è chiaro leader, politico e popolare. A questo punto la difesa con foto di Narni, è stata amaramente squarciata e la presenza si Conte proprio li.. Avanza le chiare ripercussioni che ci saranno, sul malconcio se pur ‘neo’ governo.

De Chirico il genio e le realizzazioni onirico metafisiche

Luca Massimo Barbero é il curatore delle otto sale che raccontano De Chirico, per immagini, attraverso quelle metaforiche, fino al periodo neo metafisico, passando per il romantico. Il palazzo reale del 1970, le aveva ospitate, oggi ritornano nel 2019. De Chirico torna dunque a Milano Dopo 50 anni. Lui nato in Tessaglia, della Grecia riporterà sempre la visione mitica, dei suoi ricordi personali e biografici, li rappresenterà così. Viaggia per l’Europa, e ci vive, fino ad arrivare in America e di questa sua anima di viaggiatore e dela sua personale ricerca, se ne rivedrà nelle sue opere.  Entro una situazione viva, che ha un approccio visivo e che fa pensare, che si apre allo sguardo di chi viene ad ammirare l’artista. E compie con lui, non solo un viaggio temporale, la dove le immagini non scorrono in fila. Ma ci sono i dipinti, i luoghi, i nomi, le molte realtà e quel tempo vissuto, in modo creativo e profondo, da De Chirico. In cui le inquietudini parlano attraverso le architetture, in un ritmo rutilante, o in un silenzio che crea suspense, si attraversa il desiderio, il barocco, il travestitismo, la ripetizione; la reiterazione come scelta di un messaggio artistico. Il costante errare, divenne uno dei temi principali della poetica di De Chirico. Così come: l’enigma, presente anche come parola citata nella cornice di una opera autoritratto.

Tra i capolavori che raccontano l’originalità della sua pittura scorgiamo quelle del soggiorno a Parigi e dall’incontro con le avanguardie da Apollinaire fino a Picasso. Il periodo Metafisico come gli esperimenti con Carlo Carrà, quello Surrealista e del soggiorno milanese e la sua presenza a New York nel ’38 e la Biennale del’ 40. E poi loro: Le Piazze d’Italia, partecipano al suo racconto, monoliti che parlano attraverso il loro silenzio le loro ombre. E i suoi manichini: pensosi assorti e terribilmente umani, nei loro abbracci amorevoli.

 

Milano, Palazzo Reale – 25 settembre 2019 – 19 gennaio 2020 Mostra del Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale, Marsilio e Electa A cura di  In collaborazione con Fondazione Giorgio e Isa de Chirico

 

Al. Tallarita

 

Il potere comunicativo della piazza: specchio del tempo politico e sociale

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Il potere comunicativo della piazza: specchio del tempo politico e sociale

Al. Tallarita

La piazza chiama il popolo risponde. Ma perché questo avvenga, la rabbia deve prender il passo, trasformandosi, fino ad animare una causa comunemente condivisa.
Così tanto da riportare la politica in piazza.
Il popolo attivo sa che qualche parte c’è la chiave di volta per un cambio di guardia, per essere ascoltato. Convinzione e forza d’animo, riaccendono i luoghi simbolo delle grandi proteste. La paura è un deterrente della piazza, ma la voglia di sentirsi vivi, è più forte. In un mondo che mira all’appiattimento globale, dove il popolo, come pura immagine, fa dimenticare le singole persone che lo compongono, con necessità, convinzioni individuali e quell’unico timore di non arrivare a fine mese…
Trova invece forza in un senso comune di appartenenza ad un ideale, politico o sociale, stimolato magari da ‘quel ledear che é come noi’ . Oggi che la politica si è spostata dall’alto.. per partire dal basso. Aiutata da dirette social realizzate in camerette che potrebbero essere la casa di chiunque.. Da sempre inoltre quelle storiche agorà centro d’incontro e timore dei potenti, si rivelano a volte vittime di quei retaggi di umana violenza.
Le piazze modificando le istanze, ma non le modalità, si rinnovano a se stesse.
Da Piazza Tienanmen a Pechino, alla Piazza Taksim in opposizione al regime, poi costituitosi di Erdogan. Da Piazza Syntagma dove il popolo protesta a causa della crisi economica greca. Alle piazze che gridano per l’ottenimento di diritti democratici come Pechino, Hong Kong.
E in Italia? la parabola della piazza ha subito molti contraccolpi. Dal 1980 con la marcia, che rivoluziona la storia sindacale, dei quadri Fiat a Torino. Nella ex terza potenza la piazza ci si addormenta col rosso per risvegliarsi ..con le stelle.. per poi riaffievolirsi nel 2014 che la piazza furente di Grillo si svuotava amaramente al Circomassimo. Berlusconi, diede stimolo al vigore della piazza in San Giovanni a Roma contro il governo Prodi nel 2006.
Fino a rivederla rifiorire quella piazza di San Giovanni oggi, nell’ottobre 2019, quando il popolo arriva unito, nella giornata dell’orgoglio italiano ad appoggiare e riconoscersi nelle istanze del centro destra con la Lega FDI e FI insieme.
Ma sopratutto presente per se stesso. Per sottolineare quanto siano importanti le conferme dei diritti democratici. Sentiti come posti in secondo piano. Perché ricordiamoci la piazza aiuta a consolidare il sentimento identitario di appartenenza. Perché la piazza insorge per la causa comune, osare e rischiare per un ideale. Vedere una possibilità reale di realizzare quanto fortemente voluto. Ottenere quel diritto negato.  Perché l’unione fa la forza. Avere obiettivi comuni, tenere salda la volontà, motivandosi in quanto gruppo. Ma chiaramente i social, quale piazza virtuale, favoriscono il propagarsi di un ideale, anche il suo rafforzarsi. E nel darsi appuntamento poi nell’agorà reale: ritrovarsi.
In controtendenza con il forzato isolamento a cui il ‘sistema’ costringe. Così quell’ anima propria dell’agorà, resta viva, stabile alle intemperie di crisi e venti che smuovono le già labili certezze politiche.

San Giovanni : La piazza chiama Lega Fi Fdi rispondono

Salvini il leader della Lega non la manda a dire e così La Meloni e Silvio Berlusconi. Si fanno portavoci del dissenso, di quel bagno di folla che a San Giovanni manifesta il desiderio di esprimere democraticamente e attraverso l’esercizio costituzionale del voto, che al governo il paese, o meglio la maggioranza di esso, vuole un governo di centro destra. A non convincere, o meglio a disgustare, sono le politiche migratorie ‘sporche di sangue’ parafrasando Salvini. Con una migrazione aumentata di oltre il 100%  rispetto alla politica del Ministero Salvini. E la politica circa l’aumento delle tasse. Si deve a Cesare quel che è di Cesare.. Ma pare che gli altri errano e il popolo paga. Anche sulle eco tasse.. Le multinazionale operano e i debitucci poi li passano al popolo. E così la tassa sulle bevande gassate.. A pagare saranno i meno abbienti. Perché chi di money ne ha ha già valicato la soglia del sugar-free, vegan chic ( lo sono anche io in vero), macrobio, mangiasanomangiameno… Ma tornando alle oltre 200.000 persone di San Giovanni che hanno applaudito e acclamato Berlusconi con i cori ‘Silvio Silvio’, che riapre a gran voce a lotta al comunismo e al 5o partiro rosso che più rosso non si può: la magistratura magari quella poco oggettiva, che lavora nelle catacombe di questa disgraziata nazione priva di democrazia. Perché ricordiamoci dove non è garantito il diritto del voto per la creazione dei governi di democrazia non si potrebbe parlare.

A chiosa della piazza attiva, le solite parole sconce di Lerner che si presenta sempre dove non dovrebbe stare. Per quella libertà dell’informazione che però non garantisce l’onestà intellettuale. E per poi scrivere per pura propaganda e polemica contro quella piazza e le motivazioni che l’hanno animata. Con l’Avvenire che oramai si tinge di rosso, costantemente, con memoria storica molto corta. Dato che la sinistra era quella anticlericale. Il popolo c’è e l’ha gridato a gran voce. Una coalizione di centro-destra anche, a questo punto bisognerebbe superare tutto questo, riuscire ad arrivare alle elezioni. E ci auguriamo che il lapsus renziano non resti solo tale che nel 2020 si vada a votare.

La voce, la tecnica

La voce,
è uno strumento molto complesso, è il primo strumento insieme al ritmo, che è legato al corpo. Pertanto voce e ritmo sono le prime componenti della musica che ci riportano a una dimensione ancestrale dell’essere umano. Riscoprire la propria voce è il fondamento del mio percorso di insegnamento del canto e della tecnica canora. Ognuno di noi ha una voce unica.
Certamente è interessante imitare i suoni della natura, così come interessante imitare gli altri cantanti, tenendo sempre presente però come centro focale la propria voce. In modo da non essere una smunta copia di un’altra e di riuscire a essere un vero cantante, un vero performare, un vero utilizzatore di uno strumento che è molto complesso.
In quanto con la voce si può suonare qualsiasi cosa.
Questo percorso di canto, tiene presente dell’individualità della persona, che inizia ad approcciarsi a questa disciplina e che utilizza la voce per mestiere: sia un attore, un comunicatore, un oratore, un politico e quant’altro.
Il primo approccio sarà conoscere la persona,
il modo di parlare, la postura, la sua alimentazione, le abitudini del quotidiano,
perché lo strumento voce a che vedere con la totalità della persona, del suo corpo fisico e della sua sfera emotiva.
Si richiederanno quali siano le competenze personali. Per esempio conoscenze del solfeggio, per per comprendere se sia possibile la lettura di  spartiti. Ed anche una precedente impostazione di tecnica del canto.
Anche per capire quali siano le idee, le aspettative, della persona che accede al corso e che ha nei confronti della propria voce. Del suo uso e del canto.
Sì cercherà di capire la sua conoscenza della musica in linee generali. Le preferenze dei generi musicali.
Durante il primo appuntamento di incontro sarà opportuno poter sentire la voce, attraverso una performance, recitata, letta o anche cantata.
La scelta è libera del testo e della canzone.
Così sarà più semplice, comprendere inizialmente alcuni fondamenti nella voce da trattare, quali:
la tessitura, il timbro, di voce, l’intonazione,
la padronanza delle tecniche vocali,
la posizione e la respirazione.
Il programma che si andrà a seguire sarà fortemente personalizzato, oltre ad essere caratterizzato da un percorso a livelli crescenti di conoscenze e difficoltà.
Attraverso una conoscenza migliore del proprio strumento vocale, sarà possibile conoscersi emozionalmente, gestire il proprio stress, canalizzare l’energia, saperla utilizzare per motivi professionali, migliorando nell’addizione e altresì acquisire una maggiore fiducia di se stessi.
Si faranno :
Esercitazioni durante le lezioni
Esercizi respiratori
E di canalizzazione dell’energia
Attraverso gli esercizi con le vocali
Si lavorerà sulla postura,
poi si passerà al riscaldamento della voce e ai vocalizzi,
così alle scale, fino all’insegnamento di alcune tecniche vocali specifiche,
lo studio di nuovi brani di repertorio
E le tecniche di interpretazione con e senza microfono.

Programma di formazione canora e performance Dr. Anna Luana Tallarita

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Programma di formazione canora e performance Dr. Anna Luana Tallarita

La voce,

è uno strumento molto complesso, è il primo strumento insieme al ritmo, che è legato al corpo. Pertanto voce e ritmo sono le prime componenti della musica che ci riportano a una dimensione ancestrale dell’essere umano. Riscoprire la propria voce è il fondamento del mio percorso di insegnamento del canto e della tecnica canora. Ognuno di noi ha una voce unica.

Certamente è interessante imitare i suoni della natura, così come interessante imitare gli altri cantanti, tenendo sempre presente però come centro focale la propria voce. In modo da non essere una smunta copia di un’altra e di riuscire a essere un vero cantante, un vero performare, un vero utilizzatore di uno strumento che è molto complesso.

In quanto con la voce si può suonare qualsiasi cosa.

Questo percorso di canto, tiene presente dell’individualità della persona, che inizia ad approcciarsi a questa disciplina e che utilizza la voce per mestiere: sia un attore, un comunicatore, un oratore, un politico e quant’altro.

Il primo approccio sarà conoscere la persona,

il modo di parlare, la postura, la sua alimentazione, le abitudini del quotidiano,

perché lo strumento voce a che vedere con la totalità della persona, del suo corpo fisico e della sua sfera emotiva.

Si richiederanno quali siano le competenze personali. Per esempio conoscenze del solfeggio, per per comprendere se sia possibile la lettura di  spartiti. Ed anche una precedente impostazione di tecnica del canto.

Anche per capire quali siano le idee, le aspettative, della persona che accede al corso e che ha nei confronti della propria voce. Del suo uso e del canto.

Sì cercherà di capire la sua conoscenza della musica in linee generali. Le preferenze dei generi musicali.

Durante il primo appuntamento di incontro sarà opportuno poter sentire la voce, attraverso una performance, recitata, letta o anche cantata.

La scelta è libera del testo e della canzone.

Così sarà più semplice, comprendere inizialmente alcuni fondamenti nella voce da trattare, quali:

la tessitura, il timbro, di voce, l’intonazione,

la padronanza delle tecniche vocali,

la posizione e la respirazione.

Il programma che si andrà a seguire sarà fortemente personalizzato, oltre ad essere caratterizzato da un percorso a livelli crescenti di conoscenze e difficoltà.

Attraverso una conoscenza migliore del proprio strumento vocale, sarà possibile conoscersi emozionalmente, gestire il proprio stress, canalizzare l’energia, saperla utilizzare per motivi professionali, migliorando nell’addizione e altresì acquisire una maggiore fiducia di se stessi.

Si faranno :

Esercitazioni durante le lezioni

Esercizi respiratori

E di canalizzazione dell’energia

Attraverso gli esercizi con le vocali

Si lavorerà sulla postura,

poi si passerà al riscaldamento della voce e ai vocalizzi,

così alle scale, fino all’insegnamento di alcune tecniche vocali specifiche,

lo studio di nuovi brani di repertorio

E le tecniche di interpretazione con e senza microfono.

 

 

Programma specifico di tecnica canora:

– a che fare con il lavoro sulla postura e la respirazione addominale e costo diaframmatica  -rilassamento dei muscoli facciali

-lavorare sugli attacchi e il posizionamento del suono

– ancoraggio di testa e del busto e sostegno – conoscenza dell’ apparato vocale e delle corde vocali

-esercizi di arpeggi e scale e arpeggi a 3, 4, 5 note – conoscenza dei registri petto e testa e suono in maschera

-lavorare con il repertorio

– esercizi su armonici e cambi di registro e di risonanza, sul falsetto

– esercitazioni sulle scale maggiori e minori

-scale pentatonica maggiore e minore.

-scale Dorica-. Eolica-Lidia-Misolidia

-improvvisazione e performance

-scale maggiori e minori

-Scala Blues maggiore e minore.

-esercizi per l’agilità e la potenza, estensione, gravi e sovracuti.

– analizzare delle caratteristiche timbriche dei vari generi

-cambi di timbro e qualità vocali : Discorso,Falsetto,Sob,Cry, Twang, Belting, Opera

-dinamica, emissione ed estensione.

 

 

Saranno consegnati i vari testi sia di tecnica canora che di improvvisazione e teoria musicale fra cui il nuovo testo in uscita a novembre per il 2019 Anna Luana Tallarita Il potere della comunicazione Aracne Ed.

 

-Bob Stoloff:”SCAT!”

 

 

-Seth Riggs:”CANTARE CON LE STELLE” ed Carish

-Karin Mensah:”L’ARTE DEL CANTARE” ed. Demetra

S. Gramaglia  ” TEORIA ARMONIA E NOZIONI DI ARRANGIAMENTO JAZZ” ed. Ricordi

Da scegliere in base alla tipologia locale di appartenenza:

CONCONE “50 lezioni op.9 per il medium della voce” ; “40 lezioni op.17″ per baritono e basso;

25 lezioni op.10

PANOFKA ” 24 vocalizzi op.85″; “24 vocalizzi op.81″ per soprano e tenore, contralto,baritono e basso

Pozzoli ” Corso facile di solfeggio” parlato e cantato ed. Ricordi

-Luigi Rossi:”TEORIA MUSICALE” ed:Carrara

-Mario Fulgoni :”MANUALE DI MUSICA”ed.La Nota

 

http://www.annaluanatallarita.com

info@annaluanatallarita.com

 

Luana,

 

Dr. Prof. Anna Luana Tallarita,

Jazz Singer Musician Creative Designer

Anthropologist Philosopher Author

 

PEC: annaluanatallarita@pec.it

 

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Booking&Press Artist by: C.Mondè